martedì 7 novembre 2017




Centroyoga “GARUDA”       loc Calmancino 4 S. Angelo in Vado PU                  2 dicembre 2017


Gruppo di studio con l’insegnante di yoga Enzo Girolami


Nada Yoga “Suoni e messaggi stagionali

Programma
08.30 ÷ 09.00 Accoglienza - iscrizioni
09.00 ÷ 10.30 Classe di yoga.
                           Modo di formazione di vocali e consonanti

10.30 ÷ 11.00 Pausa
11.00 ÷ 12.30 Cenni storici e mitologici del nada yoga
                           Il corpo come strumento a fiato
                       OM e AUM. Mantra e bija mantra

                       Bajan e kirtan

                       Vibrazione e fisica quantistica

                       Tonica personale ed ambientale

                       Nada anusandham (colpire un punto con il suono)
12.30 ÷ 13.00 Pausa
13.00 ÷ 14.00 Pranzo
14.00 ÷ 14.30 Pausa
14.30 ÷ 16.00 Passeggiata didattica (mantra – suoni della natura –
                       camminata radicata – conversazioni - silenzi)

16.00 ÷ 16.30 Pausa
16.30 ÷ 18.00 Fuoco rituale - I contenuti della stagione corrente - Mantra
18.00 ÷ 18.30 Tè caldo
18.30 ÷ 19.30 Mantra - Domande e risposte – Chiusura dei lavori – Commiato
NB - I partecipanti sono invitati a rispettare gli orari, a munirsi di abiti comodi o tuta da ginnastica, calze calde e tutto il necessario per le pratiche di yoga.
Durante l'accoglienza, per chi lo desidera, sarà disponibile una mini colazione.
Il pranzo sarà vegetariano, coordinato da Adhyatma 333 684 9346, a cui rivolgersi anche per particolari esigenze alimentari e per le iscrizioni.
Per la passeggiata pomeridiana, fornirsi di scarpe adeguate.
I partecipanti sono invitati a portare il loro eventuale strumento musicale.
In caso di maltempo, il programma organizzato all'esterno verrà svolto, con le necessarie varianti, in sala yoga.

I partecipanti sono invitati ad essere parte attiva del seminario portando piccole cose. Per sapere cosa portare contattare l'insegnante al 340 371 5368 o scrivere a: garuda.ashram@gmail.com

venerdì 6 maggio 2016

Ascoltando Tiziano Terzani

Ascoltando meglio quello che Terzani dice in questo VIDEO mi accorgo di condividere molto ed anche di dover fare alcuni distinguo:
Terzani: "Non vogliamo sentire che c'è altro al di là della materia".
Per qualcuno può essere che sia così.
I pensieri, la mente e tutto quanto inerente a questo ambito è aldilà della materia. Chi lo mette in dubbio? Nessun materialista mette in dubbio l'esistenza della mente.
Ne consegue che il problema non è il materialismo ma il modo di usare la mente, o coscienza intesa come sommatoria dei contenuti mentali.
L'economia è ingiusta perchè il suo fine non è sociale. Il benessere sociale può essere tranquillamente raggiunto per via materialista; non c'è bisogno di nessun balzo oltre il visibile.
Basta la logica per capire che se taglio il ramo dove siedo cadrò di sicuro.
Voglio dire che per andare meglio non serve chissà quale avanzamento. Basta ritornare a fare bene le operazioni semplici che tutti conosciamo. Usare più beni di quelli disponibili porta ad impoverire qualcuno, umano, animale od ambiente. Semplice.
Se ho una cassetta con dieci mele e siamo in 10, quante mele vanno a ciascuno?
Sfruttare non è un'esclusiva da materialisti; lo si può fare anche da eminenti così detti filosofi che pensano di andare oltre la materia.
Il materialismo non è sbagliato, nè è la madre di tutte le disgrazie. Sbagliato è sfruttare qualcun altro. Sbagliato è non rispettare le ricchezze della terra e non condividerle.
Non è il materialismo che produce gli sbagli; è l'ignoranza, che può scaturire da molteplici cause.
La competizione può essere usata bene, per esempio per capire e sperimentare le differenze, allora si chiama confronto.
Il sistema economico non è sbagliato perchè è fondato sulla materia ma perchè sono sbagliati i criteri con cui è gestito.
L'economia di per sè non può essere additata come la responsabile delle difficoltà. L'economia è come uno strumento, è neutra di per se; diventa determinante il modo con cui viene usata, il criterio che la fa muovere.
Quindi diventa determinante chi muove le leve dell'economia, ed in quale direzione le muove; quella è la politica, intesa come arte del cittadino e non come gestione del potere.
L'algoritmo del premio nobel per l'economia è solo un algoritmo, uno strumento; se usato bene può aiutare molto, come tutta la tecnologia, basta che sia usato con un pensiero che sia comprensivo del bene di tutti. Poi dovremmo ragionate sul riempimento della parola tutti, ovvero su chi ci può stare dentro.
Terzani: "l'economia dovrebbe essere fatta per l'uomo".
Questa è una affermazione antropocentrista di biblica memoria.
Chi l'ha detto che l'uomo deve stare al centro dei progetti?
Quasiasi essere vivente sta in un ambiente e la qualità della sua vita è determinata dalla qualità dell'ambiente in cui vive.
A mio parere l'uomo ancora deve capire che il suo futuro dipende dalle buone relazioni che riuscirà a stabilire con il suo prossimo, non solo umano ma anche animale ed ambientale.
Accontentarsi: altro capitolo da approfondire.
Mi sento di dire che accontentarsi non vuol dire non avere più desideri.
Il desiderio va regolato ma non annullato, perchè è un motore che procura energia. La differenza la farà l'uso dell'energia prodotta dal moto passionale di cui il desiderio è espressione. Quindi accontentarsi si, ma non sempre e comunque.
Nello yoga accontentarsi si dice "santosa", appagamento ed equilibrata serenità per gioire di ciò che si ha; questo è un contributo od atteggiamento personale che si configura come una premessa all'espressione sociale di "asteya", l’onestà e la responsabilità, tra cui non appropriarsi dei beni altrui.
Accontentarsi di quello che si è  non esclude di prepararsi ad essere altro.
Ovvero, accontentarsi non va confuso con rassegnarsi.

sabato 6 febbraio 2016

La chiave dell'amore?

Mi arriva una e-mail da Cecilia Sardeo di Omnama con questo oggetto:
-La chiave del vero amore è tutta qui-
La leggo e questo è il mio commento pubblicato sul suo blog:

giovedì 31 dicembre 2015

Culto della personalità

Essere stato chiamato "illustre maestro" mi spinge a confrontarmi con le convinzioni che ho circa la legittimità di porre in capo ad una persona titoli, potere, responsabilità.
Metto da parte subito l'ipotesi scherno che in automatico ricade eventualmente su chi l'ha lanciato.
A questo riguardo ho una storia da raccontare.
Swami Satyananda, un indiano fondatore della scuola di yoga che mi ha fatto insegnante, si trovò, ad un certo punto della sua vita, ad insegnare yoga in un carcere degli Stati Uniti. Lui stesso racconta che quando incontrò i carcerati, alcuni di loro si presero beffe di lui, spintonandolo, offrendogli sigarette, deridendolo. Intorno agli anni '60. Lui, insegnante preparato, seppe dare a quelle persone una pratica di yoga così adeguata che alla fine della settimana di incontri quelle stesse persone lo avvicinarono e gli chiesero scusa per essere stati così maleducati nei suoi confronti, dimostrando così che lo yoga che avevano praticato aveva cambiato le loro coscienze.

Qualcuno ha detto che la presenza di eroi dimostra che quel popolo è in grosse difficoltà, ovvero non ha al suo interno risorse tali da toglierlo dagli impicci.
Credere in se stessi è un'altra cosa, non si aspettano soluzioni dall'esterno o da altre persone, si insiste sullo sviluppo e sulla scoperta dei propri talenti in un processo di incremento delle proprie potenzialità utilizzando la cooperazione con altre persone e tutte le sinergie possibili con altre forme energetiche.
Tutte le volte che cerchiamo soluzioni fuori dalla nostra sfera personale o sociale, andiamo ad alimentare un culto. Il culto può prendere la forma di una persona o di una ideologia.
Il dittatore diventa oggetto di culto perchè trova una schiera di sostenitori che hanno scarsa considerazione di se stessi.
Lo stesso principio vale per chi aspetta il "canestrino dal cielo".
 
Anche il gioco d'azzardo è la spia di una scarsa considerazione di sé, di una perdita di fiducia nelle proprie capacità di poter cambiare lo stato delle cose.
Il culto in una ideologia si concretizza con l'adesione a gruppi o comunità che seguono un percorso mentale pre determinato in cui si accettano solo contributi che sostengano e rinforzino l'idea fondante, spesso riferita ad una persona.

Nella conduzione degli stati democratici il potere è decentrato proprio per evitarne la concentrazione.
Così è anche a livello economico con l'applicazione del principio della libera concorrenza e della limitazione dei monopoli.
La democrazia per definizione è antitetica alla creazione di centri di potere eccessivo, sia economico sia politico.
Poi succede quello che succede, con la creazione di centri di potere che non dovrebbero esistere e di potentati economici che gestiscono troppa ricchezza.
Succede anche che il potere troppo diffuso e garantista faccia fatica a garantire la funzionalità e la fruibilità dei servizi sociali per via degli infiniti aspetti ed implicazioni collegati ad ogni mossa da fare od argomento affrontato.
Così la democrazia diventa la meno peggiore delle soluzioni ed in base al principio per cui ogni traguardo è solo una tappa, si sta già pensando di andare oltre il metodo democratico, dotandolo di correttivi più o meno mascherati che ne permettano una migliore funzionalità.

Un aspetto limitante a prescindere è che il metodo, qualsiasi esso sia, è applicato da persone in carne ed ossa che ovviamente sono limitate da condizioni sia oggettive sia soggettive.
Questo tipo di analisi porta ad abbracciare la teoria del meno peggio, in presenza di uomini limitati e di idee conseguentemente limitate.
Da una parte si può pensare ad un innalzamento della coscienza o consapevolezza generali, dall'altra possiamo ipotizzare la ricerca o costruzione di super uomini che guidino o servano tutti gli altri.
Innalzare la coscienza significa capire le cose, oppure adeguarsi?
Capire il mondo è il tentativo di ogni laico progressista; adeguarsi ad un organigramma di idee e di principi è l'atteggiamento dei confessionali, tutti quelli che accettano una soluzione pre determinata.
Ognuno di noi porta con se un pezzetto di verità (R. Panikkar), ossia tutti siamo veri, al di là dei giudizi.
Il lustro va dato a tutti od a nessuno; in ogni caso penso sia utile nel procedere della vita conservare ed usare la "prudente simpatia" suggeritami  dal vivo dal fu Claudio Rocchi(K.C.d.), cantautore e ricercatore.

lunedì 7 settembre 2015

L'etica ed una scatola di pelati

Oggi riesco a pubblicare un articolo dell'insegnante di yoga Emina che mi ha attratto fin dal titolo per il suo stile. Eccolo qui:


Emina mi ha autorizzato quindi buona lettura!
Alla fine dell'articolo c'è anche una interessante e semplice ricetta vegana da provare.