sabato 31 marzo 2012

Pensare alla morte

Oggi pubblico questa e-mail ricevuta dalla mia amica Graziella.


...non ti scandalizzare, è proprio così, la morte è
il mio pensiero dominante.

La mattina quando mi sveglio ringrazio di esserci ancora e di esserci adesso, in questo tempo presente!…mi sembra un vero miracolo, mi riempie di energia.
Affronto ogni giornata senza nessuna certezza di essere ancora viva la sera o il giorno dopo. In questo modo non do niente per scontato, tutto quello che accade mi sembra prezioso, non spreco il mio tempo, lo vivo intensamente. Inoltre, confrontàti con la morte tutti i miei problemi si ridimensionano.

Per contro, nei periodi difficili, quando sono stanca e molto triste, l’idea che un giorno tutto finirà mi dà sollievo, mi aiuta a resistere. Al peggio, penso di essere libera di farla finita, se proprio non ne potessi più. E’ un pensiero che frequento, perché me lo concedo. E' un grado di libertà.

Non capisco il tuo stupore. Credo che, consapevolmente o no, la morte sia il pensiero dominante di tutti. Semplicemente, c’è chi lo rimuove e gli dà altri nomi, altre forme...per esorcizzarlo.
Allora, forse sarebbe meglio dire che è il rumore di fondo dell’animo umano. Per molti insopportabile, troppo ingombrante, pazzesco e inaccettabile, per guardarlo in faccia per quello che è.

Infatti la nostra società censura la morte, la nasconde, la nega…comincia col demonizzare la vecchiaia. Le donne cancellano le rughe, cioè la loro storia personale…gli uomini anziani vanno a caccia di fanciulle, per nostalgia della giovinezza. Ma tutto questo è mentire a se stessi, fino a diventare patetici e grotteschi. Vuol dire essere immaturi.

Ti sembrerà strano, ma la meditazione costante sulla morte esalta la vita. E’ il gioco degli opposti. Se neghi una, finisci per negare anche l’altra, non le dai il giusto valore.
Inoltre, la morte è correlata all'amore, perchè solo l'amore può compensare l'enormità della morte. L'amore a sua volta è strettamente legato alla sessualità, nella sua forma più alta.
Penso che sia fondamentale educare i figli all'idea della morte e della sessualità legata all'amore. Perchè comprendano che non è la quantità che fa la differenza, ma la qualità. Perchè si liberino di un retaggio che grava sulla nostra società come una maledizione...proprio il contrario di una liberazione, la radice delle nevrosi nella nostra società permissiva, che ha condannato molte persone a vivere un continuo stato di ansia e di frustrazione, che porta a forme di perversione e sentimenti di colpa.
I nostri tempi richiedono che i segreti del sesso vengano svelati a tutti e vengano usati nella vita di tutti i giorni, per rendere più profonde e felici le relazioni. E' importante spiegare ai giovani che l'atto sessuale è l'esperienza mistica universalmente più accessibile...legata alla creatività...basata sulla consapevolezza e sul senso di responsabilità individuale...dove il corpo è considerato il tempio dell'anima e perciò va tenuto in ordine, pulito e armonioso, in una sorta di autoadorazione (lo splendore!), che ci permette di adorare anche l'altro.
Tutto questo dovrebbe essere spontaneo, oggi invece purtroppo deve essere insegnato, senza falsi pudori, in modo chiaro e inequivocabile.
A me sembra un regalo stupendo...chi meglio di un genitore può farlo?