lunedì 4 marzo 2013

Oggi ho risposto ad un'allievo:

il momento di crisi è una opportunità da superare per andare avanti.
Somiglia al momento in cui le energie cosmiche collassano per dar vita a qualcosa di nuovo.
Secondo me tu hai un asso nella manica e potrai giocartelo al meglio.
Quando hai detto che avevi un pensiero ossessivo ho pensato di avere qualche esercizio specifico per eliminarlo.
Ho sbagliato.
Quel pensiero somiglia alla spia che si accende sul cruscotto dell’auto quando il motore entra in crisi per motivi diversi, quali la temperatura che sale, la mancanza di olio o di acqua.
La soluzione non è quella di togliere la spia che sta lampeggiando, ma fermarsi, leggere l’indicazione della spia e provvedere all’eliminazione della carenza che sta minando l’equilibrio del motore.
Il motore è la tua persona.
Il tuo asso è quel pensiero ricorrente. Invece di eliminarlo, vai a vedere cosa indica, di cosa parla, è quello il punto di criticità.
Può anche accadere che si crei una debolezza mentale per cui ogni fatto, pensiero o situazione diventano ossessivi; in questo caso non è il pensiero che indica la causa della crisi ma la crisi stessa è provocata dallo stato ipotonico della mente stessa.
In ognuno dei due casi, è la metodologia yoga che può avvicinare la soluzione.
Non è vero che un esercizio o due possano risolvere.
E’ l’intera procedura che può aiutare.
Nel primo caso favorendo sia una lettura corretta del messaggio contenuto nella spia che s’è accesa sia la progettazione dell’inevitabile processo che ne segue, aggiungere olio o togliere lo sporco dal carburatore, per esempio.
Nel secondo caso favorendo la tonicità mentale, per rendere la mente stessa capace di gestire ogni situazione si presenti, evitando sia fibrillazioni sia dissipazioni mentali.
Per manutenere un’automobile le cose da fare sono molte, sia direttamente sull’auto, sia indirettamente nei confronti dell’ambiente in cui vive l’auto; e mi riferisco al rispetto delle regole della circolazione stradale, al pagamento del bollo e dell’assicurazione.
Quindi uno yoga completo riguarderà l’intervento su di se ed anche un intervento rivolto al sociale, l’ambiente in cui viviamo.
Ecco perché al 1° punto dello yoga di Patanjali ci sono yama e niyama, indicazioni personali e sociali.
Un caro saluto
Enzo Girolami