lunedì 26 agosto 2013

Religione e politica

La mia religione è
esprimere la mia completezza.
Mi sento completo quando esprimo la mia unità di uomo presente nella realtà che riesco a concepire, quindi sono religioso quando coniugo il mio sentire con l'ambiente che mi circonda.
In questo senso la mia religiosità è animistica e sciamanica.
Ho provato ad essere religioso nella ricerca di unione con l'inconcepibile ma mi sono sentito avulso dalla realtà, proiettato al di fuori di me, e non ha funzionato.
Religiosità è anzitutto essere sincero e vero, quindi devo attenermi a ciò che riesco a sperimentare. Sono religioso quando mi sento partecipe di una comunità fatta di esseri viventi e di elementi.
Essere religioso per me significa esprimere il massimo della mia umanità in presenza degli elementi che mi circondano e che costituiscono l'insieme in cui mi muovo.
Essere religioso per me significa trovare una relazione con tutto quanto mi circonda. Prendo spunto dagli elementi che si esprimono attraverso le stagioni dell'anno e della vita per cogliere sia il mio significato che quello dell'insieme in cui sono immerso.


La politica secondo me è l'arte del cittadino. Incontrarsi e dire, per esempio: "Sai che ho avuto un'idea od una intuizione che penso possano contribuire a rendere la nostra vita più bella, più soddisfacente, più nobile, più ricca in tutti i sensi".
Quindi fare politica per me è scambiarsi le proprie migliori realizzazioni.
Per politica in genere si intende la gestione del potere; no, questa è un'altra cosa.

La politica vera è la migliore espressione del se, e non ha niente a che vedere con la gestione del potere.