venerdì 31 luglio 2015

Politica e Yoga

Lo yoga proviene dal sub continente indiano e la politica dalla penisola balcanica.
Sulla rivista "Internazionale" trovo il giornalista indiano Ajaz Ashraf che accusa il primo ministro dell'India, signor Modi, di aver usato lo yoga per suo tornaconto economico, inducendo le mense scolastiche indiane a comprare cibo proveniente dallo stato da lui precedentemente governato.
Sempre per tornaconto, questa volta politico, avrebbe presentato la proposta per la giornata internazionale dello yoga, all'ONU, per contentare il suo elettorato induista. Ed altro come l'imposizione alla nazione delle proprie convinzioni.
Può darsi che il giornalista abbia una parte di ragione e questo va detto.
Poi si possono fare delle considerazioni.
L'induismo contiene gran parte delle istanze della società indiana; la storia è testimone della sua capacità di aver assorbito tutto, perfino l'islam.
Il signor Modi ha spiegato all'ONU cosa è, secondo lui, lo yoga.
"Lo yoga significa mente e corpo; pensiero e azione; dominio di sé e auto realizzazione; armonia tra uomo e natura; un approccio olistico tra salute e benessere"
Per avere il significato della parola yoga credo si debba andare alla sua etimologia; in questo modo si ottengono più significati che compongono la soluzione.
Corpo e mente, pensiero ed azione sono tra gli oggetti di studio e sperimentazione indicati dallo yoga.
Il dominio di se richiama qualcosa di oppressivo; penso si possa dire meglio disponibilità delle proprie potenzialità, un qualcosa di simile all'usucapione, nel senso che non posseggo niente ma quello che ho lo uso.
L'auto realizzazione è una cosa molto avanzata, direi pertinente allo stato di samadhi.
Lo yoga propone la ricerca del sè e la sua apoteosi è l'autorealizzazione.
Armonizzare è una modalità che si usa spesso nelle pratiche di yoga.
Armonia dentro il corpo e dentro la mente, armonia tra il corpo e la mente, armonia con se stessi, armonia sociale, armonia con i luoghi che ci troviamo ad abitare.
L'armonia rende ogni cosa olistica; credo che salute e benessere debbano armonizzarsi così tanto da diventare una cosa sola, ed armonizzarsi poi con i tempi civici, quali quello del lavoro, ma anche della vacanza e del vivere in generale.
Qui entra in ballo la politica, non intesa come gestione del potere ma come capacità visionaria di immaginare uno stato di fatto proporzionale alle migliori aspirazioni umane.
A proposito di armonia e sinergia, Menenio Agrippa (500 a.c.) parlò ai rivoltosi spiegando come tutte le classi sociali possano contribuire collaborando al buon funzionamento dell'insieme.
Nello yoga ad un cero punto si parla di yama e niyama, suggerimenti riguardanti il singolo e la società.
Faccio due esempi, aparigraha e santosa, condividere e saper gioire. Un buon politico dovrebbe ricercare il modo per favorire queste qualità nelle persone.
Le istituzioni, qualora dovessero servire, andrebbero modulate a favore dello sviluppo delle migliori prospettive, non solo per reiterare il potere temporale nazionale.
Sui testi antichi dell'India c'è scritto che grandi demoni facevano yoga per diventare più potenti.
Quindi è il fine, l'obiettivo finale, che fa la differenza.
L'organizzazione sociale di riferimento dello yoga è la società indiana, comprensiva del sistema delle caste.
Forse la prima cosa da fare, come ha indicato il sign. Patanjali è confrontarsi con yama e niyama, suggerimenti personali e sociali, e partire da lì.
Ci sono tantissime scuole di yoga, ciascuna specializzata in argomenti specifici.
Si intende per yoga quello dettato da Krishna nella Bhagavad gita o quello tratteggiato da Patanjali, o da Svatmarama; bhakty yoga o hatha yoga, nada yoga o laya yoga?
In India, patria dello yoga, non sempre le cose sono state fatte bene.
Come da noi; padri della democrazia, ma nefandezze ne sono state fatte a bizzeffe anche qui.
C'è lo yoga Vajsnava che si rifà a Dio e quello mayavadi che si limita a descriverne gli effetti.
Penso che il mondo dello yoga abbia l'opportunità di dialogare per portare all'uomo il meglio di sé.
Il sign. Caytania, pochi secoli fa teorizzò la concomitanza di uguale e diverso; e la tolleranza è subito conseguente.
Yoga non è una religione perché comunemente per religione si intende una confessione con un riferimento ideale. Yoga invece è pratico, ed è usato anche dai religiosi.
La democrazia applicata in India non ha lo stesso risultato che ha qui perché lì c'è una cultura con altre basi.
Uguale per lo yoga, da noi si capisce con la nostra testa, condizionata, e la nostra esperienza sciamanica è in linea con lo yoga.
Lo sciamanesimo ha gli stessi fini dello yoga che punta all'armonia con se stessi, nella società e con l'ambiente. E lo sciamano usa lo yoga, anche se non sa che si chiama così.
L'alchimia sarebbe il favorire tante armonie diverse sulla superficie di questo pianeta. Diversi insiemi armonici che proprio perché tali possono sfiorarsi, unirsi e dividersi, in tanti modi quanti possono essere i mandala.
Guardando alle pazzie che avvengono sul pianeta, si nota assenza di equilibrio.