venerdì 6 maggio 2016

Ascoltando Tiziano Terzani

Ascoltando meglio quello che Terzani dice in questo VIDEO mi accorgo di condividere molto ed anche di dover fare alcuni distinguo:
Terzani: "Non vogliamo sentire che c'è altro al di là della materia".
Per qualcuno può essere che sia così.
I pensieri, la mente e tutto quanto inerente a questo ambito è aldilà della materia. Chi lo mette in dubbio? Nessun materialista mette in dubbio l'esistenza della mente.
Ne consegue che il problema non è il materialismo ma il modo di usare la mente, o coscienza intesa come sommatoria dei contenuti mentali.
L'economia è ingiusta perchè il suo fine non è sociale. Il benessere sociale può essere tranquillamente raggiunto per via materialista; non c'è bisogno di nessun balzo oltre il visibile.
Basta la logica per capire che se taglio il ramo dove siedo cadrò di sicuro.
Voglio dire che per andare meglio non serve chissà quale avanzamento. Basta ritornare a fare bene le operazioni semplici che tutti conosciamo. Usare più beni di quelli disponibili porta ad impoverire qualcuno, umano, animale od ambiente. Semplice.
Se ho una cassetta con dieci mele e siamo in 10, quante mele vanno a ciascuno?
Sfruttare non è un'esclusiva da materialisti; lo si può fare anche da eminenti così detti filosofi che pensano di andare oltre la materia.
Il materialismo non è sbagliato, nè è la madre di tutte le disgrazie. Sbagliato è sfruttare qualcun altro. Sbagliato è non rispettare le ricchezze della terra e non condividerle.
Non è il materialismo che produce gli sbagli; è l'ignoranza, che può scaturire da molteplici cause.
La competizione può essere usata bene, per esempio per capire e sperimentare le differenze, allora si chiama confronto.
Il sistema economico non è sbagliato perchè è fondato sulla materia ma perchè sono sbagliati i criteri con cui è gestito.
L'economia di per sè non può essere additata come la responsabile delle difficoltà. L'economia è come uno strumento, è neutra di per se; diventa determinante il modo con cui viene usata, il criterio che la fa muovere.
Quindi diventa determinante chi muove le leve dell'economia, ed in quale direzione le muove; quella è la politica, intesa come arte del cittadino e non come gestione del potere.
L'algoritmo del premio nobel per l'economia è solo un algoritmo, uno strumento; se usato bene può aiutare molto, come tutta la tecnologia, basta che sia usato con un pensiero che sia comprensivo del bene di tutti. Poi dovremmo ragionate sul riempimento della parola tutti, ovvero su chi ci può stare dentro.
Terzani: "l'economia dovrebbe essere fatta per l'uomo".
Questa è una affermazione antropocentrista di biblica memoria.
Chi l'ha detto che l'uomo deve stare al centro dei progetti?
Quasiasi essere vivente sta in un ambiente e la qualità della sua vita è determinata dalla qualità dell'ambiente in cui vive.
A mio parere l'uomo ancora deve capire che il suo futuro dipende dalle buone relazioni che riuscirà a stabilire con il suo prossimo, non solo umano ma anche animale ed ambientale.
Accontentarsi: altro capitolo da approfondire.
Mi sento di dire che accontentarsi non vuol dire non avere più desideri.
Il desiderio va regolato ma non annullato, perchè è un motore che procura energia. La differenza la farà l'uso dell'energia prodotta dal moto passionale di cui il desiderio è espressione. Quindi accontentarsi si, ma non sempre e comunque.
Nello yoga accontentarsi si dice "santosa", appagamento ed equilibrata serenità per gioire di ciò che si ha; questo è un contributo od atteggiamento personale che si configura come una premessa all'espressione sociale di "asteya", l’onestà e la responsabilità, tra cui non appropriarsi dei beni altrui.
Accontentarsi di quello che si è  non esclude di prepararsi ad essere altro.
Ovvero, accontentarsi non va confuso con rassegnarsi.

sabato 6 febbraio 2016

La chiave dell'amore?

Mi arriva una e-mail da Cecilia Sardeo di Omnama con questo oggetto:
-La chiave del vero amore è tutta qui-
La leggo e questo è il mio commento pubblicato sul suo blog: