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Ogni cultura presente sul pianeta ha trovato una soluzione inedita al quesito del come vivere. L'idea è trovare e mettere in evidenza le soluzioni civili, rispettose dell'uomo, dell'ambiente e di tutti gli esseri viventi che lo abitano.

venerdì 22 novembre 2019

Cosa sarà dello yoga?


Ho partecipato all'ultimo convegno nazionale della YANI, l'Associazione Nazionale Insegnanti Yoga di cui sono socio ordinario.
Un aspetto, un argomento del convegno è balzato alla mia attenzione e sto per metterlo in evidenza.
L'associazione ha un carattere democratico, nel senso che tutti i facenti parte del consiglio direttivo e tutti i delegati hanno ripetuto più volte che si aspettano partecipazione e contributi da parte dei soci.
La cosa è rilevante perché non esiste un'altra associazione di insegnanti, almeno in Italia, che abbia queste caratteristiche di democraticità.
Grazie alla YANI, l'insieme degli insegnanti italiani, l'insieme delle loro comprensioni e delle loro realizzazioni determinerà il futuro dello yoga.
Democraticità significa che a valle dello studio dei testi classici indiani, noi occidentali abbiamo l'onore e l'onere di determinare quali siano gli aspetti e la lettura da proporre in questa parte del mondo, considerato il contenuto culturale sia orientale sia occidentale. Insomma, un corpo docente che tenendo presenti le differenti culture quali quella orientale e quella occidentale, cerca di sintetizzare avendo come fine il bene di tutto e di tutti; la famosa sintesi oriente-occidente di cui i padri della psicologia moderna sono stati pionieri. Ancora: come sintetizzare esperienze culturali, filosofiche e pratiche differenti.
Va sottolineato come questa operazione democratica sia del tutto nuova.
Finora si è assistito ad operazioni culturali contrassegnate da indirizzi colonialisti, del tipo: la scuola indiana si trasferisce in occidente e mantenendo la sua ortodossia distribuisce i suoi insegnamenti scaturiti da un contesto diverso da quello in cui sono stati concepiti.
In questo caso no, si cambia, e senza azzerare nessuna esperienza, senza affermare nessuna supremazia si cercano i punti comprensibili e condivisibili.
Bene, mi piace, ed ancora di più mi piace il seguito riguardante gli allievi o studenti che faranno capo a questi insegnanti associati YANI.
Durante il convegno è stato condiviso il principio democratico già qui da noi presente dal 1968, cioè che l'insegnante ed i suoi discenti sono sullo stesso piano e tra loro si deve aprire un dialogo sincero: gli insegnanti chiedono ai discenti quali sono i loro bisogni ed i discenti chiedono agli insegnanti i mezzi per comprenderli. Entrambi gli attori diventano vettori della conoscenza intesa come insieme di norme e di prassi che possano essere utili all'etica, alla politica, al lavoro, alle arti, allo sviluppo della "benedetta" potenzialità umana.
Quindi chi vuol fare yoga deve sapere che trovando un insegnante di yoga, non trova una persona realizzata o che ha la verità in mano; trova una persona come lui, con in più specifiche informazioni da verificare. Insegnanti e studenti entrambi in cammino verso il futuro.
Da questo deriva che a valle della proposta di un corso di yoga, fatto da un insegnante, dovrà far seguito un contributo importante da parte di chi si iscriverà al corso o seminario, portando il proprio punto di vista, il suo contributo in quanto cittadino beneficiario dei saperi conosciuti che deve rispondere, interagire, farsi sentire, suggerire indirizzi e modalità.

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