Equinozio di primavera



Meccanica planetaria.


Luce e calore, così come li percepiamo, dipendono dalla posizione e dalla distanza della terra rispetto al sole.

L'equinozio, dal latino æquinoctium cioè notte uguale (al giorno), è un momento dell'anno in cui una particolare disposizione del sole rispetto alla terra determina su quest'ultima una equivalenza tra luce ed oscurità.

Questo fenomeno accade due volte l'anno (equinozio di primavera ed equinozio d'autunno).

Gli equinozi definiscono convenzionalmente due punti di passaggio stagionali e sono situati centralmente nell'arco di variazione crescente o decrescente delle temperature sulla terra.

Durante l'equinozio di primavera ci troviamo a metà tra l'esposizione minima ai raggi solari del solstizio d'inverno e l'esposizione massima del solstizio d'estate.

L'equinozio di primavera segna la fine della stagione invernale e l'inizio di quella primaverile.

Le stagioni sono 4 indicazioni convenzionali in cui è stato diviso il ciclo annuale di rivoluzione della terra intorno al sole.

Questi 4 periodi hanno diverse gradazioni di temperatura perché l'asse di rotazione della terra su se stessa è inclinato rispetto al piano dell'eclittica di rivoluzione intorno al sole.

L'inclinazione dell'asse di rotazione terrestre determina l'angolo di inclinazione con cui i raggi solari raggiungono la superficie terrestre, angolo variabile nel corso dell'anno.

L'angolo di inclinazione con cui i raggi solari raggiungono la terra è variabile e determina le variazioni di temperatura nel corso dell'anno.

Quando i raggi solari che arrivano sulla superficie terrestre hanno una inclinazione maggiore, il calore che provocano è minore; le due misure sono inversamente proporzionali.

Gli equinozi, i solstizi, le stagioni e le loro peculiarità dipendono dal punto in cui si trova la terra nel suo tragitto di rivoluzione intorno al sole e dall'inclinazione dell'asse terrestre.

La combinazione di: movimento di rivoluzione della terra intorno al sole ed inclinazione dell'asse terrestre, determina la possibilità di definire 4 periodi dell'anno con caratteristiche diverse.

Le varie stagioni dell'anno sono quindi il risultato della combinazione tra rivoluzione della terra intorno al sole ed inclinazione dell'asse di rotazione della terra su se stessa.

Se l'asse di rotazione della terra su se stessa fosse perpendicolare anzichè inclinato sul piano dell'eclittica, come pare che fosse in ere passate, le stagioni non esisterebbero perchè la temperatura sarebbe costante in ogni punto della terra, durante tutto l'anno solare.

Aspetti culturali


Nell'antica Mesopotamia l'equinozio primaverile era la festa dell'anno nuovo.

Nella religione cristiana il giorno di Pasqua è calcolato a partire dall'equinozio di primavera (data solare) e definito usando le fasi lunari, cadendo la prima domenica seguente alla prima luna piena contemporanea o successiva all'equinozio di marzo.

L'equinozio di primavera segna l'inizio del nuovo anno nei calendari iraniano e Bahá'í.

Moltissime altre feste vengono celebrate in questo giorno.

Nella vecchia tradizione europea celtica questa festa era chiamata Ostara, da Eostre, patrona della fertilità, presente successivamente come Estia in Grecia e Vesta a Roma.

La festa di Ostara celebra la rigenerazione della natura, la rinascita della vita e la giovinezza.

L'accensione del cero, tradizione poi ripresa dal cattolicesimo, simboleggia la fiamma eterna dell'esistenza.

Il coniglio o lepre e l'uovo rappresentano la fertilità e la prosperità, l'embrione e l'uovo cosmico.

Questa è una festa di sole ed i suoi colori sono il giallo e l'arancione.

Riflessioni mentali suggerite dalle attività naturali del momento sono:

  • il cambiamento.
  • lo specificare frontiere e limiti.
  • rinascita o resurrezione, primavera o risveglio.
  • prendere decisioni.
  • portare avanti il proprio proposito espresso all'inizio dell'anno.
  • l'equilibrio (bilancia) e la contrapposizione (lotta e litigio) tra oscurità e luce dentro di noi e tra le forze contrapposte che ci troviamo a sperimentare.
  • pensare a cosa vogliamo mostrare al mondo.
  • diventare operativi.

Riti tradizionali:


  • accendere un fuoco
  • seminare
  • decorare un ontano con nastrini colorati, uova dipinte o carta decorativa
  • offrire un cesto fatto di rametti con gemme, uova colorate di rosso (sole primaverile) e la rappresentazione di una lepre (plenilunio).
  • sceglire un albero nel bosco.
  • Indossare i colori del sole, arancione e rosso (basta anche un fazzoletto).

Erbe tradizionali:


Acqua di equiseto per le semine.

Salvia ed artemisia per fumigazioni.

L'albero protettore dedicato ad Ostara è la quercia.

Perché e come ci piace.


Solstizi ed equinozi sono cadenze annuali comprensibili da tutti, anche dalle menti più semplici.

Per comprendere il contenuto di questi appuntamenti basta alzare gli occhi al cielo ed abbassarli per guardare i fenomeni naturali, non c'è bisogno di nessuna premessa ideologica o teologica, né di nessuna conoscenza specifica.

Si può festeggiare da soli od in compagnia, non c'è bisogno di aderire a nessuna confessione.

L'unico requisito richiesto è aver voglia di sintonizzarsi con la natura e con gli abitanti che la popolano, questo è un atteggiamento sciamanico.
 
Dopo la pausa invernale di riflessione, raccoglimento e consolidamento del nostro progetto; dopo la purificazione di Imbolc (Candelora) si è pronti a manifestare nuove gemme, nuovi fiori, nuove esperienze, nuovi percorsi, il progetto ideale diventa evidente a noi stessi e visibile a tutti.

Tutto ciò darà frutti al momento opportuno, a seguire anche il raccolto.

Festeggiare solstizi ed equinozi significa anche collocarsi temporalmente in armonia col metronomo cosmico.

Il riferimento cosmico ha il vantaggio di poter comprendere tutti i popoli della terra in quanto semplicemente suoi abitanti.

L'equinozio di primavera è il momento in cui si è pronti a ricevere l'energia necessaria per affrontare nuove esperienze.

Si tratta di celebrare un evento naturale macrocosmico per coglierne gli aspetti microcosmici che interessano la sfera personale e sociale.

Un modo per collocare la nostra esistenza all'interno di un tempo e di una dimensione equilibrati.










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