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Ogni cultura presente sul pianeta ha trovato una soluzione inedita al quesito del come vivere. L'idea è trovare e mettere in evidenza le soluzioni civili, rispettose dell'uomo, dell'ambiente e di tutti gli esseri viventi che lo abitano.

Nutrire il cuore


Il cuore, ovvero la zona toracica, è sede di uno dei 5 prana(energie) che, dislocati nel corpo, permettono l’espletarsi delle modalità d’azione, volontarie ed involontarie, fisiche, mentali ed oniriche che ci competono.
I nomi di questi 5 differenti tipi di energia(prana) sono:
  1. Apana, che presiede alle funzionalità facenti capo alla zona del bacino.
  2. Samana, localizzato nella zona dell’addome.
  3. Prana, nel torace.
  4. Udana, nella testa e negli arti.
  5. Vyana, che pervade tutta la struttura.
Il Pranayama si occupa di implementare(yama) ed equilibrare tutte queste energie(prana).
Questi 5 prana hanno nomi diversi ed uno, quello localizzato nel petto, è denominato proprio Prana, pur essendo un prana circoscritto e non generico come normalmente si intende con la parola prana.
Dal punto di vista funzionale il cuore rende possibile la circolazione del sangue nel corpo, cioè rende possibile la dinamica energetica di vyana che interessa l’intera struttura personale.
Il cuore, insieme ai polmoni situati intorno a lui, partecipa allo scambio continuo tra ambiente interno ed ambiente esterno, e viceversa, permettendo l’arrivo del prana generico insieme all'aria e l’espulsione dell’anidride carbonica o prodotti per noi di scarto.
La psicosomatica(relazioni tra corpo e mente) ricorda che il corpo è sede di emozioni e sentimenti, al cuore sono collegate pulsioni come l’amore, l’entusiasmo e la gioia; così come la tristezza, l’ansia e la solitudine.
Così come nutrimento e rifiuti vengono e vanno nel nostro organismo, così anche le pulsioni volontarie ed involontarie, alcune desiderabili altre meno, dovranno avere la possibilità di circolare, in uscita ed in entrata.
Il cuore geografico della nostra struttura è quindi un crocevia importantissimo sia nell'economia della distribuzione energetica generale, sia nella gestione e nel vissuto di sentimenti ed emozioni.
Parlando dei 7 chakra principali(centri energetici) troviamo che Anahata, il centro del cuore, è il 4° chakra: nel 1° e nel 2° si delinea la forma umana, nel 3° si differenzia in modo utilitaristico l’energia primaria scaturita dai primi due, nel 4° si inizia a poter praticare yoga, nel senso che iniziano ad essere disponibili i sottili mezzi che caratterizzano una forma umana evoluta e quindi civile.
La pratica che segue ha lo scopo di sbloccare, ripulire e rendere efficiente la zona del cuore, sia a livello fisico sia a livello emozionale, restituendo alla persona la possibilità di usare in modo proprio questo importante centro.
Utilizzeremo il ricordo dell’esperienza sensoriale del caldo e del freddo per riprodurla a bella posta in funzione di un riscaldamento o di un raffreddamento della zona del cuore, il tutto arricchito dalla nostra capacità creativa.
Premessa della pratica un’analisi della situazione personale. Si può capire se a livello centrale c’è una situazione di eccessiva pesantezza oppure di eccessiva leggerezza od eccessivo calore.
L’eccessiva pesantezza procurerà tristezza, difficoltà nel prendere decisioni ed impaccio; in questo caso sarà opportuno riscaldare
L’eccessiva leggerezza procurerà instabilità, insicurezza e tremore; in questo caso sarà opportuno ancora riscaldare.
L’eccessivo calore procurerà desiderio smodato, voglie ingestibili e manie di grandezza; in questo caso sarà opportuno rinfrescare.
Una volta stabilito di cosa ha bisogno il nostro cuore si può passare alla pratica che consiste nel pensare, poi immaginare ed eventualmente visualizzare un percorso che dall'esterno(l’Universo) passa attraverso le Mani e va fino al Cuore, per poi procedere col percorso inverso.
Dall'esterno verso il cuore si inspira, viceversa si espira; eventualmente si aggiungerà una pausa a polmoni pieni, con consapevolezza sul cuore.
Se abbiamo rilevato un centrale eccesso di calore allora inspireremo la freschezza ed espireremo il calore, rinfrescando così il cuore.
Se invece abbiamo rilevato di avere un centro statico e freddo, allora porteremo calore e spediremo via il freddo.

La base sarà una postura stabile e comoda che permetta di mantenere la colonna vertebrale in modo fisiologico; le braccia sistemate a candelabro, la mani atteggiate a coppa rivolte verso l’alto all'altezza delle spalle.
La pratica è una integrazione di Asana(la postura), di Pranayama(gioco energetico) e di Dharana(la concentrazione).
Si ricorda qui che la concentrazione consiste nel riportare la mente, quando questa per sua natura si distrae, all'osservazione del processo in atto e cioè il percorso Universo-Mani-Cuore e viceversa, alimentato da un respiro ampio.
La mente si distrae molto spesso ed a volte mentre lo fa nemmeno ce ne accorgiamo; questo ci invita ad una attenta vigilanza, riportando l’attenzione sull'oggetto della concentrazione, che in questo caso è il percorso universo-mani-cuore, ogni volta che ci accorgiamo che la mente s’è allontanata.
La durata della pratica sarà personale, iniziando con otto respiri ed aumentando poi gradualmente.

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