Solstizi ed equinozi

Solstizi ed Equinozi

Orientamento Certo



Siamo sempre più alienati dalla realtà





Per essere alieni non è necessario provenire da un altro pianeta, basta essere scollegati da se stessi, dalla propria mente, dalla società e dall'ambiente che ci circonda.
Si può essere alienati anche in casa propria.

Corriamo il rischio di essere separati dalla società di cui facciamo parte e dall'ambiente in cui siamo immersi?

Le occasioni di aggregazione sociale sono sempre minori, anzi tendono a scomparire.
I locali pubblici che riescono a stare aperti sono solo quelli che continuano ad avere un utile commerciale.
L'utile sociale non è considerato un utile perché non è economicamente rilevante, quindi non è considerato interessante.
I Piani Regolatori Generali Comunali non sono progettati per favorire la socializzazione ma per favorire l'occupazione del territorio, la cementificazione, gli interessi economici.

Gli architetti che si occupano dei Piani Regolatori considerano l'effetto sociale che consegue l'occupare un territorio in un modo anziché in un altro?

Le villette a schiera non favoriscono la socializzazione. E nemmeno i centri commerciali.

Gli architetti programmano l'occupazione del territorio per favorire la socializzazione delle persone che vi abitano, elevando così la qualità della loro vita, oppure pensano ad altro?

Favorire la vendita di auto private anziché incrementare la mobilità pubblica non favorisce la socializzazione tra le persone.
L'affluenza che si registra nelle palestre suggerisce che l'impostazione delle nostre attività ordinarie è carente per quanto riguarda la nostra attività motoria.
In questo caso è il nostro corpo che è diventato alieno.
Molte attività produttive utilizzano solo il cervello e la mente dei propri dipendenti; nelle catene di montaggio l'uomo è considerato solo come potenziale esecutore di azioni ripetitive che ne mortificano la polivalenza.
Viviamo all'interno di nuclei famigliari indipendenti ed isolati tra loro ma controllati tutti da una centrale esterna che si chiama televisione.
L'alienazione sociale ed ambientale è diventata strutturale e si sta manifestando sempre di più.
Per rendersene conto basta andare a leggere le statistiche riguardanti il numero dei casi di litigiosità tra privati, presenti nei tribunali.
L'alienazione sociale è palese nei risultati dei sondaggi riguardanti la fiducia che i cittadini hanno nei confronti degli altri componenti della società.
Nei viali delle nostre città dove è possibile passeggiare, si può vedere come siano in aumento le persone con al guinzaglio un cane.
Questo potrebbe essere il sintomo di una insicurezza sociale ed affettiva nei confronti dei propri detestati simili, e della decisione di indirizzare questi bisogni verso i cani che si sa, sono fedeli al proprio padrone.
Una scorciatoia che rivela un malessere sociale.
Tutti sappiamo del grande beneficio affettivo che gli animali da compagnia procurano a tantissime persone sole.

Allora quale può essere una risposta a questo?

Dotare i servizi sociali di centri di raccolta di animali da compagnia e distribuirli a chi ne ha bisogno, oppure riportare le persone emarginate all'interno della società?

L'alienazione dell'uomo dall'ambiente è dimostrata drammaticamente dalla situazione della così detta “terra dei fuochi” ed anche dalla ritrosia da parte di tutti nel prendere in considerazione indici interessanti, anche se ancora non esatti, quali quello dell'”impronta ecologica”.
L'impronta ecologica imposta un ragionamento che riguarda il limite energetico personale e sociale disponibile, oltre il quale si dà noia a qualcun altro od al pianeta.
È molto semplice, come i calcoli che facevamo alle elementari.

Nel cesto (pianeta) ci sono 10 mele ed in classe siamo in 10, quante mele (energie) spettano a ciascuno per fare merenda?

Ovvio che chi mangia 2 mele impedisce a qualcun altro di fare colazione.


Chi sono e perché posso parlare di alienazione



Sono un insegnante di yoga ed ho completato corsi di studio e di abilitazione sia in Italia sia in India. La didattica del mio insegnamento è volta a far emergere lo yoga, inteso come unione ed espressione delle potenzialità umane, sia nel singolo individuo sia nel corpo sociale.
Durante i miei 25 anni di insegnamento ho avuto contatto con centinaia di persone ed ho dedotto che proprio l'alienazione sociale ed ambientale è la causa di molti dei malesseri che si manifestano.
In particolare ho notato come sia carente l'orientamento, inteso come capacità di muoversi e di spaziare in tutta sicurezza e correttezza, avendo la certezza di non perdersi e di non procurare danno ad alcuno.
Anche la medicina ayurvedica, riconosciuta dall'OMS, parla di non allineamento tra individuo, società ed ambiente come probabili cause di malessere mentale.
Inoltre la velocità delle trasformazioni in atto pone l'uomo in una condizione di continua incertezza.
Mi sono messo alla ricerca delle cause di questo fenomeno ed ho scoperto che l'uomo è stato capace di dimenticare certezze, ancora relative, ma spesso molto più affidabili di quelle imperanti e sempre più diffuse.
Ho sempre dato importanza al tema dell'orientamento dell'uomo e di questo ne è testimone il fatto che la prima associazione che insieme ad altri ho contribuito a costituire si chiamò “Lo Zenit centro d'Orientamento”, a significare la necessità per ognuno di noi di stabilire con più certezza possibile il punto in cui ci troviamo e dal quale sia possibile un piano per il futuro.
Considero il capire lo stato di fatto presente come condizione indispensabile per qualsiasi progetto.
La prima cosa da fare quando si vuol pensare un qualsiasi futuro è comprendere il presente, la base su cui costruire.
Ogni volta che si voglia intraprendere un viaggio consapevole abbiamo bisogno di coordinate che determinano sia il punto di partenza sia quello d'arrivo. Date queste coordinate si può costruire un viaggio e partecipare a tutte le sue fasi intermedie.
Ritengo che questo ragionamento valga sia sul piano geografico sia sul piano evolutivo.
Il “centro di gravità permanente” desiderato da Battiato non va cercato chissà dove, si può trovare qualcosa di molto simile nei fenomeni naturali, comprensibili a prescindere dal grado d'istruzione personale, e soprattutto sperimentabili direttamente da tutti.


Confusione da mancanza di socializzazione e di orientamento


La mancanza di socialità, di orientamento temporale e geografico porta all'incertezza, alla confusione mentale, allo smarrimento ed al turbamento.
Questo è il prezzo da pagare quando le nostre basi, sia in termini materiali che ideali, non sono né solide né condivise.
Le conseguenze comprendono danni che riguardano sia la salute sia il livello di prosperità.
In un mondo in cui la salute è monetizzata, si può facilmente capire quanto ci costa curare le conseguenze dello smarrimento e di tutte le patologie conseguenti l'incertezza.
Coordinate ed orientamento, direzione e punti di riferimento, socializzazione, sono indispensabili per chi voglia progredire e non riguardano chi invece sceglie la staticità, ovvero chi decide di non intervenire né a livello personale né sociale.
La mancanza di tempo è conseguenza di una errata valutazione circa l'energia-tempo che siamo in grado di gestire.
L'insieme delle problematiche appena descritte va ad incidere pesantemente sulla qualità della nostra vita peggiorandone la percezione e rendendoci più deboli.


Soluzioni pericolose





Gli orientamenti comunemente proposti che ritengo dannosi sono quelli puramente ideologici come la fiducia in qualcosa di improbabile od addirittura inesistente.
Le religioni che propongono di affidare ad esseri superiori il nostro futuro impediscono l'espressione dell'uomo, relativo e limitato quanto si vuole. L'insegnamento dell'esistenza di Dio nelle scuole, in età precedente la maturazione del sistema nervoso centrale è una violenza fatta su persone non ancora in grado di dare risposte personali complete ad una ipotesi che, tra l'altro, nessun adulto può escludere.

Qual'è il motivo per cui la didattica scolastica rimanda la soluzione di problemi geometrico-teorici come il teorema di Pitagora ad una età quasi adulta?

Il bambino o ragazzo ha difficoltà a fare calcoli mentali e non è in grado di dare risposte compiute perché le sue capacità sono al momento sensoriali e non mentali; la mente infatti si sviluppa insieme al corpo di cui i sensi fanno parte.
In età pre adolescenziale le questioni ideologiche e teologiche vengono letteralmente “bevute” perché il sistema nervoso non è ancora completato, la risposta compiuta non è ancora possibile ed il messaggio viene assorbito senza la possibilità di poterlo valutare e confrontare, soprattutto quando a presentare il messaggio è una persona adulta ed autorevole.
Quella persona in quel contesto, in assenza di una adeguata risposta, da autorevole si trasforma in autoritaria.
La percezione dello scorrere dell'anno solare non è comunemente scandito dalla posizione della terra nei confronti del sole, ma da generici rimandi a fatti teologici od a fatti storici accaduti nel passato.
Non ho niente in contrario rispetto alle feste dedicate ai santi od a fatti rilevanti già accaduti ma metto in evidenza la mancanza di riferimenti precisi che riguardino la posizione della terra rispetto al sole.
La ricorrenza della fine dell'anno, il 31 dicembre, è arbitraria.
Durante l'anno poi, non c'è nessun altro riferimento all'anno solare ed alle sue fasi.


Meno speculazione e più realismo


Meno teoria e più realismo significa equilibrare la dimensione mentale con quella sensoriale.
È importante essere in linea con la realtà in cui siamo immersi, noi rileviamo la realtà attraverso i nostri sensi e la elaboriamo con la mente. Quindi mente e sensi vanno usati in modo sinergico, i sensi da soli a volte sbagliano, così come la mente quando diventa troppo speculativa.
Prendiamo l'esempio dei nostri avi agricoltori.

Il loro sistema di orientamento, figlio di secoli di osservazione e sperimentazione, era molto semplice, riassumibile in tre punti:

  1. Guardavano in terra per capire lo stato del terreno da cui ricavavano la sussistenza.
  2. Guardavano in cielo e dalla sua osservazione deducevano il momento temporale in cui si trovavano.
  3. Si consultavano con i propri colleghi per operare nei tempi giusti.

Si orientavano temporalmente osservando il cielo, socializzavano cooperando nel lavoro ed in questo modo la loro vita era armoniosa, perfettibile ma sostenibile, equilibrata.
Non propongo di rispolverare per intero la società contadina, propongo invece di non dimenticare quanto di buono aveva, propongo di portarci dietro quello che ci può servire, cioè l'orientamento temporale all'interno degli anni solari che ci troviamo a trascorrere e la socializzazione sia tra di noi che con l'ambiente e gli altri suoi abitanti.
A questo scopo solstizi ed equinozi sono appuntamenti che ci aiutano a riconsiderare la realtà per quello che è, senza sovrapposizioni ideologiche.
Lo yoga, inteso come unione, va ricercato costruendo rapporti sociali, instaurando una vera empatia con l'ambiente, rapportandoci senza ansia col tempo nel quale la nostra vita scorre.
Solstizi ed equinozi sono punti di squilibrio ed equilibrio, rispettivamente, lungo l'anno solare, frequentarli aiuta ad orientarsi ed a metterci in comunicazione con l'orientamento temporale che queste date contengono e rappresentano.
La realtà di solstizi e degli equinozi, la loro oggettività, il loro essere al di sopra delle parti ne fa un'occasione formidabile di socializzazione, un'occasione su cui tutti si può essere d'accordo e festeggiare liberi da condizionamenti ideologici e da convinzioni preconcette.
Poi ognuno, secondo il suo grado di comprensione, potrà a margine inserire il contenuto ideologico col quale si trova in linea, senza però sostituirlo alla realtà palpabile dello scorrere dell'anno solare fino a farla scomparire.
Nella feste religiosa del Natale il contenuto ideologico è sovrapposto a quello reale fino a nasconderlo.
Il contenuto reale è la festa della luce, visibile a testa alta osservando il cielo; il contenuto ideologico è dire che la luce è nella mangiatoia, invitando a ricercarla in basso, il che può anche essere relativamente vero, ma non può far dimenticare il dato di fatto relativo al sole.
Solstizi ed equinozi sono quindi veri e propri indicatori di direzione, di orientamento all'interno di ogni anno solare e formidabili occasioni di riconciliazione sociale attraverso la “festa” condivisa dei sensi e della mente.
Propongo di non farne a meno.
Continuare ad utilizzare solstizi ed equinozi ci mantiene collegati alla realtà di un tempo equilibrato quale quello che ci offre il pianeta terra grazie alla sua collocazione nello spazio; ci fa sentire presenti in un ambiente che cambia e di cui condividiamo i tempi; ci fa sentire socialmente collegati ad un qualcosa che non specula sulla nostra pelle, che non fa distinzioni né di razza né di religione né di ceto sociale, che è per sua natura equidistante da tutto e da tutti, non corruttibile, condivisibile.

Sintonizzati con le stelle





Il sole è la stella più vicina che abbiamo!

Partecipa alle feste dei solstizi e degli equinozi.

Un'occasione di socializzazione e condivisione.

Testimonia il tuo vivere su questo pianeta portando gli elementi essenziali della tua esperienza.

Cerca intorno a te dove verrà acceso un fuoco rituale per la prossima festa.
Vai e porta il tuo contributo.

In vista del prossimo Solstizio od Equinozio
telefonami al 340 371 5368,
io almeno un fuoco lo accendo sempre, se vuoi partecipare sei benvenuto.


grazie!

Enzo Girolami

Foto-film dell'Equinozio di Primavera 2014