Porti una maschera? O più di una?

Porti una maschera? O più di una?

I temi della ricerca e dello studio accompagnano la pratica dello yoga.
Così il corso appena concluso, ha prodotto le seguenti riflessioni.

Tu che maschera porti?

La maschera indica un qualcosa che non c'è più ed anche qualcosa da festeggiare.
La rigidità della maschera sottende la sospensione di ogni attività dietro ad essa, come se ad un certo modo di apparire non corrispondesse più nessuna attività senziente.
La rigidità è estranea al nostro essere interiore, l'esibizione festaiola serve a liberarla.
Il nostro comportamento diventa maschera quando non siamo diretti verso la nostra espressione più intima e reagiamo per reazioni, lì si condensa la maschera.
Tolta l'ultima maschera saremo attori inediti della nostra storia.

La maschera riguarda il modo che abbiamo scelto per rapportarci con gli altri.
A volte la maschera è rivolta verso sé stessi.

Fingere con sé stessi significa che non riusciamo a darci fiducia, che abbiamo dei dubbi profondi circa la nostra vera natura.

Fingere significa indossare tante maschere, tante quante sono le nostre incertezze.
Per esempio, nel rapporto con una persona appena conosciuta sentirsi inadeguati può portare ad indossare una maschera competitiva che ci fa sentire in gara per essere migliore della persona con la quale si sta interagendo per la prima volta.

Fare riflessioni di questo tipo su  stessi è impegnativo e può avere diverse conseguenze:

  1. Può portare al sollievo che consiste nell'abbassare le pretese verso sé stessi. Un sollievo paragonabile a quello che si prova quando si smette di portare pesi sulle spalle. In effetti è stressante dover sempre vincere, dover sempre essere migliori dell'altro di turno.

  2. Può lasciarti disorientata/o e persa/o e confusa/o perché pensavi di essere la maschera, mentre ora questa certezza non c'è più.

    La maschera definisce la modalità irrigidita da superare.

Studiare le proprie maschere per superarle fa parte del processo di pulizia e purezza dell'organismo intero suggerito da "sauca", uno dei cinque suggerimenti dati dall'asthanga yoga per armonizzare la sensibilità interiore.
Va qui ricordato come la ricerca del sé sia uno degli obiettivi dello yoga.
Si potrà notare come lo studio delle maschere che facilita la scoperta del sé sia inerente con pulizia e purezza a livello mentale.

Un'altra dritta pertinente al discorso fin qui fatto è, sempre dall'asthanga yoga, l'indicazione data per armonizzare i processi sociali e le relazioni con gli altri; si tratta di asteya, l'onestà.

Lo studio delle maschere porta a confrontarci con l'onestà sia verso sé stessi sia verso gli altri.

Certe maschere sono sociali e derivano da archetipi condivisi o da leggi, regolamenti e consuetudini.
Un esempio è la dolcezza nelle donne che sanno benissimo di non poter restare a lungo all'interno di questa descrizione del sé.
Teniamo sempre una maschera, importante è saperlo e non identificarsi con nessuna, evitando di indossare maschere che siano troppo lontane da noi, non conformi al nostro sentire interiore.

Si può giocare bene con le maschere sapendo che sono solo maschere.

L'affetto verso genitori troppo invadenti può portarci ad indossare maschere gradite a quelle persone. Persone troppo invadenti sono quelle che anziché favorire la maturazione della persona che è arrivata, la costringono all'interno del proprio pensiero fatto di pianificazione e proiezioni.
A volte la proiezione di un genitore costringe la figlia/o alla finzione.

Questo richiama l'importanza del provare stupore per le cose nuove come un figlio/a lasciandogli la libertà di esprimersi.

A volte mettiamo su la maschera per difenderci, dai nostri limiti, da quelli degli altri, dalle nostre insicurezze.
Qui è il caso di tirar fuori l'autostima per verificare quanto sia inversamente proporzionale alla pesantezza delle maschere indossate.

Lo studio delle maschere porta alla loro conoscenza, a credere di più in sé stessi, a riconoscere i propri limiti, la propria personalità, pregi e difetti.

Se qualcosa del nostro comportamento non ci convince si può cercare di fare qualcosa senza esserne spaventati.

La vita vissuta dietro una maschera sa di grande limitazione.
Scegliere la maschera e saperla indossare è già tanto...

Maschere o ruoli sembra possano alleggerire il senso di inadeguatezza, poi invece scatenano conflitti con il vero sé che continua ad esistere sottotraccia.

E' utile abbandonarsi, non aver paura di guardarsi allo specchio, scegliere sé stessi a dispetto di quello che possono aspettarsi gli altri.
Meglio avere fiducia e scegliere sé stessi.

Il senso di inadeguatezza ci viene sistematicamente insegnato per corrispondere a precisi codici di comportamento; interrompere quel modo di essere ed ascoltarsi porterà a risultati in ogni caso sorprendenti!

In genere ciascuno di noi in fondo è spesso molto migliore di quello che gli altri si aspettano, diamo il peggio di noi proprio dietro una maschera che ci aiuta ad evitare il confronto.

Il tema prossimo è:

"Segui le tue aspirazioni e scegli con la tua testa."