Prana Mudra Pranayama

Conosciuto anche come Shanti mudra, è un gesto od atteggiamento(mudra) di tranquillità(shanti) che permette di incrementare l'energia o prana.

La pratica vede il coinvolgimento delle risorse personali necessarie ed indispensabili per esprimere una condizione di pace interiore.

Antefatto:
Il pranayama è un insieme di esercizi e tecniche che, quando sono ben fatti, incrementano il complessivo livello energetico della persona che pratica.

In questo caso, parlando di “prana mudra pranayama”, l'obiettivo è quello di ricevere energia sia dall'esterno, il prana universale, sia da quel potenziale energetico imprigionato dalle circostanze all'interno della nostra stessa struttura.

Cominciamo ad inquadrare la prima parte del duplice obiettivo, mettersi in condizione di partecipare al flusso energetico universale.

Questa operazione non ha niente a che vedere con l'idea del chiedere e dell'avere che noi occidentali abbiamo assorbito dalla cultura cattolica; idea sintetizzata nel primo passaggio della seconda parte della preghiera “Padre nostro” dove si dice “dacci oggi il nostro pane quotidiano”.

Nessun credente consapevole si sognerebbe mai di intimare a Dio di dargli una qualsiasi cosa: primo perché la gentilezza fa bene a tutti ed è sempre opportuna, secondo perché quell'eventuale Dio, essendo Dio, saprà da sé cosa è bene per ogni persona, così come ogni padre sa cosa è bene per suo figlio.

Uscendo dalla visione personalista ed entrando in quella impersonalista, cioè di quelle persone che non si riferiscono a Dio ma riconoscono di trovarsi davanti a così tanta energia(prana) di cui non conoscono l'origine e con cui tuttavia vogliono rapportarsi, l'atteggiamento(mudra) possibile è quello di porsi in condizione di ricevere.

Questo significa mettersi in condizione di partecipare alla danza energetica che avviene intorno a noi. A questa danza partecipano tutti quelli che accettano di lasciarsi attraversare dall'energia diffusa; a questo scopo rilassamento ed equilibrio rappresentano requisiti eccellenti. Sono invece controindicati atteggiamenti rigidi, di prepotenza e di opportunismo.

Quando ci si pone davanti al sole o ad un'altra qualsiasi delle energie che possiamo contattare, l'atteggiamento(mudra) non dovrà essere quello di sottomissione e nemmeno quello dell'orgoglio ma semplicemente quello della dignità che disperde l'orgoglio con la consapevolezza della misura.

Questo per quanto riguarda il rapporto con quello che ci circonda.
Lo stesso atteggiamento possiamo averlo con l'energia vitale(prana shakti) che le circostanze, condizionate dal tempo strutturato nel modo in cui lo viviamo, hanno portato a ritrarsi all'interno della nostra struttura e che abbiamo invece in progetto di richiamare ed esprimere nella presente esperienza di vita.

Questo risveglio e conseguente riutilizzo delle energie giacenti nelle nostre profondità è “esprimere il potenziale umano”.

Il pranayama ci permette di vestirci di luce, la sostanza di cui siamo fatti.

Forza vitale, salute ed autostima sono intimamente collegati al progetto del pranayama inteso come espressione energetica proporzionale al sé, a sua volta inteso come sostanza non deperibile piena di conoscenza e di felicità.

Apparenze, false aspettative e forzature estranee alla nostra natura ci fanno invece vestire di effimero, di opaco, di temporanee e raffazzonate vesti.

Tutte le tecniche di pranayama sono proporzionali alla meditazione, infatti il saggio Patanjali le mise al 4° porsto di un progetto in cui la meditazione occupa il 7° posto. Che poi la sequenza dell'asthanga yoga di Patanjali venga letta in modo lineare o circolare cambia poco; la sostanza è che il pranayama fa parte del progetto yogico suggerito dal sign. Patanjali e comprende anche la meditazione.

In particolare la tecnica di “Prana mudra pranayama” ci rende evidenti realtà spesso nascoste come la presenza di energie diverse(prana vayu) inscritte nella struttura umana, che fluiscono ed interagiscono tra loro attraverso dispositivi di collegamento chiamati nadi, che possono farlo in maniera ottimale grazie anche alla presenza di centraline od unità energetiche chiamate chakra.

La tecnica operativa ed esecutiva di “Prana mudra pranayama” si trova descritta perfettamente all'interno del libro “Prana Pranayama Prana Vidya” di Swami Niranjananda Saraswati che può essere richiesto in libreria od a questa pagina web.